Chissà, forse Dio esiste dopo quello che mi è successo questo week end!
Dunque, dovete sapere che sono venute a trovarmi due amiche, una da Milano, C. ed una da Genova, F. per farci una rimpatriata di vecchi amici (c’erano anche altri comuni amici di Pino e di Chieri). Loro si sarebbero fermate a dormire da me, visto che i miei non sarebbero tornati prima di lunedì.
Si esce, si beve, si ride e si scherza. C. è sempre stata molto sexy: indossa una gonna lunga, con calze nere velate che potrebbero essere delle autoreggenti), una camicetta bianca che evidenziava una scollatura generosa. Capelli scuri ed occhi castani, aveva due labbra spelndide. F. è più sportiva. Ha un naso un po’ pronunciato, ma occhi chiari e capelli ricci bellissimi. Lei indossava un maglione ed un paio di jeans con scarpe da ginnastica (il mio occhio allenato aveva notato una caviglia coperta da nylon). Si rientra a casa verso le tre. Io vado in bagno a lavarmi, quando sento C. che mi chiama. Esco dal bagno e la vedo con uno dei miei collant. La stronzetta si è messa a rovistare nei miei cassetti. In mano teneva un goldel lady nero a 20 denari (che, tra l’altro, mi piace un casino).
<<e di questo, cosa te ne fai?>>
<<cazzi tuoi?>> rispondo io un po’ piccato.
Arriva anche F., e cominciano a ridere. Sfottono, dandomi del travestito, del gay (F. dice “buliccio”, che a genova significa la stessa cosa…), poiché avevano intuito che li indossavo io, finché sbotto:
<<a me piace indossare i collant. Mi piace il contatto del loro tessuto sulla mia pelle, e me lo fanno venire duro da paura, se proprio ci tenete a saperlo.
C. la più incuriosita, mi guarda e fa:
<<indossalo allora!>>
<<io li metto senza le mutande sotto…così voi mi vedete nudo e vi beccate lo spettacolo gratis?>>
<<allora ci spogliamo anche noi>> mi fa C.
A me e ad F. per poco non piglia un’infarto. Lei era dubbiosa, io arrapato come una bestia. Decidiamo che io vado in bagno a cambiarmi, e che loro si sarebbero spogliate nel salotto. Fatto ciò, esco dal bagno, e le due stronze erano ancora vestite!!!! Sul momento ridono, allora io, cercando di vincere l’imbarazzo (in fondo ero nudo come un verme davanti adue ragazze vestite!) mi piazzai davanti a loro, con l’uccello che si intravedeva attraverso i collant che era ancora barzotto.
<<beh, voi due non partecipate alla festa?>>
C. disse:
<<hai ragione>>. E si avvicinò a me, togliendosi la camicetta e lasciando cadere la gonna, rimanendo col completo intimo e due splendide autoreggenti nere. F., più titubante, si tolse il maglione, la camicetta, ma esitava ad abbassarsi i jeans.
<<qualche problema? >> Le chiesi io.
<<ecco, non io sono sexy come C…..>> e fu così che abbassandosi i jeans mostrò due gambaletti color marrone (tipo moka, per intederci). Io, davanti a questo ben di Dio, ignorai le battute di C.
(<<coi gambaletti anti-stupro!!!!!>>) e mi inginocchiai ai suoi piedi e iniziai a baciarglieli. F. era attonita. C. incazzata nera, visto che tra le due era la più carina, allora decise di passare al contrattacco: si tolse il reggiseno e gli slip rimanendo solo con le autoreggenti:
<<se ho ben capito, tu dovresti apprezzare, no?>> attirando la mia attenzione.
<<ora si ragiona! Dai F. sfilati le mutandine!>> Ormai F. decise di stare al gioco, si slacciò il reggiseno (mettendo in mostra un seno piccolo, ma molto ben fatto) e le mutandine finirono nel mucchio di vestiti, suoi e di C. Questultima venne da me, mi prese per i capelli e mi mise la lingua in bocca, mentre F. da dietro mi accarezzava la schiena. Ora sì che il mio uccello tirava il giusto! Poi, sempre C, fece una cosa che lasciò tutti di stucco: prese F. la abbracciò e iniziò a limonarla. La vista di due belle ragazze, una i autoreggenti, l’altra in gambaletti, nude che limonavano, mi fece andare fuori di testa. Arrischiai:
<<perché non ci trasferiamo in camera da letto?>>
Loro mi guardavano con malizia, ed accettarono. Andammo in camera dei miei e saltammo tutti e tre sul matrimoniale. Io mi dividevo: un po’ di baci ad una, un po’ all’altra. Poi, iniziai a leccare la fica a C, la quale disse a F.
<<siediti sulla mia faccia, così io la lecco a te!>>
Indubbiamente era C che aveva preso in mani le redini del gioco. F aveva la patatnina completamente rasata, mentre C aveva lasciato un po’ di pelo in mezzo. Così, mentre io mi dedicavo a C, F ci stupi entrambi perché iniziò a gridare come un’ossessa, dicendo che stava venendo. Evidentemente C ci sapeva fare. Dopo il primo orgasmo di F. toccò a C venire. Nel frattempo F mi aveva abbassato un po’ i collant e me lo aveva preso in bocca. Devo dire che, nonostante la sua aria da santerellina, doveva aver fatto una bella pratica prima, visto che sapeva succhiare veramente bene. Quando C venne, io fermai F: non volevo venire subito. Il problema era uno solo: avevano dei preservativi?
<<io prendo la pillola>> disse C. (ottimo)
<<io il cerotto, magari non venirmi dentro, per sicurezza>> fu la risposta di F.
Io abbassai un po’ i collant e iniziai a scoparmi F, che era la più vicina. C, accarezzava me e F, ci baciava, ogni tanto lo tirava fuori, ci dava una ciucciatina e lo reinfilava nella fica di F. Io cercavo di trattenermi il più a lungo possibile, finché tirai fuori il mio uccello e sborrai sulla pancia di F. C, iniziò a slurparsi il mio seme. Aspettando che mi tornasse duro, io mi ero messo in mezzo alle due ragazze, e le sgrillettavo entrambe.
Mentre raggiungevano un nuovo orgasmo, mi baciavano e me lo prendevano in mano, in modo che in poco tempo mi ritornò duro. F. chiese una pausa, ma C. era arrapata. Io le proposi un 69:
<<ci sto…al volo!>>
Così, mentre io sdraiato sulla schiena le leccavo la fica e il buco del culo, lei mi spompinava. Provai ad infilarle un dito in culo, e lei mi lasciò fare, e a sua volta mi penetrò con un dito. La fermai, la misi a pecora, le leccai ancora un po’ il buco del culo, e la sodomizzai. Non feci molta fatica. Si vede che era abituata a prenderlo la porcona! F. ci guardava incuriosita.
Io le chiesi:
<<non sei mai stata inculata?>>
<<no…ma fa male?>>
C. ansimando:<<no…se lui ci sa fare è bellissimo!>>. Io, lusingato dal complimento, continuai a stantuffarla per bene, mentre con l’altra mano la masturbavo.
<<dopo tocca a te, F.! Stasera dobbiamo fare di tutto!>>
Lei era un po’ titubante. Ma, in fondo, aveva baciato un donna e fatto un’orgia, non credo che, in cuor suo, potesse formalizzarsi più di tanto. Nel frattempo ero al limite. Pochi colpi ancora, e sborrai nel retto di C. la quale aveva appena raggiunto l’orgasmo, gridando e liberandosi….
<<datemi un attimo di tregua! Poi penseremo al culetto di F.>>
C., nel frattempo aveva preso per mano F. la baciava, e le propose un 69. Loro si posizionarono, lasciando F sopra, col suo culetto sodo alla mia mercé. Credvo che il mio cazzo ci avrebbe messo più tempo ad alzarsi. Invece, dopo pochi minuti di quello spettacolino, arrapantissimo, iniziò ad alzare la cresta nuovamente. Io mi avvicinai al culo di F, sotto al quale stava il viso di C. che con la sua lingua rosa succhiava e leccava la fighetta rasata di F. Iniziai a leccarle il buco del culo, e vidi che F. sussultò, per poi rilassarsi. Dopo un bel po’, molto delicatamente, le infilai un dito nell’ano. Poi, due.
<<tutto ok?>> le chiesi.
<<sì, continua, ti prego!>>. C. mi prese l’uccello in bocca, per bagnarlo per benino. Poi, con molta calma, iniziai a spingere per infilarlo nell’ano vergine di F. Fu un po’ faticoso, anche perch non voelvo farle male. Finché il muscolo si arrese, ed entrai per bene. Rimasi almeno 5 minuti fermo. Quando sentii che F. si era rilassata nuovamente, iniziai a a scoparle il culo. Che scena gente! Due ragazze che lesbicano in un 69 ed io che ne inculavo una. Poi, entrambe indossavano calze di nylon, ero al settimo cielo!
Purtroppo anche le cose belle finiscono, e così venni pure dentro il culo di F.
Tutti e tre ben soddisfatti, ci mettemmo a dormire, abbracciati stretti e felici.
Il giorno dopo, mi svegliai alle 11. Lasciai le due ragazze a dormire. Preparai il pranzo. Quando dopo due ore si alzarono, vedevo che F. era imbarazzata, mentre C. era tranquilla e soddisfatta. C. propose di stare tutti nudi anche a pranzo, e così facemmo.
Poi, nel primo pomeriggio, C. volle uscire con F. e scendere a Torino. Mi ordinarono di restare a casa:
<<dormi e riposati, che ne avrai bisogno stasera!>>
Non so cosa stessero architettando, ma obbedii di buon grado, anche perché ero stanco morto. Tornarono dopo tre ore. Probabilemnte avevano fatto shopping, perché avevano delle buste di plastica. Appena entrate si spogliarono completamente, F. indossò un nuovo paio di autoreggenti nere, velate, che fasciavano alla grande le sue splendide gambe. C. tirò fuori un nuovo acquisto: un paio di collant color carne col buco in mezzo. Decisi di tirare fuori i miei di collant. Ne avevo un paio bianchi col buco, in modo da far uscire il mio uccello, metre tutto il resto rimaneva inguainato. Senza perdere tempo, ci fiondammo nuovamente in camera. C. disse:
<<torno subito>>
Io e f. nel frattempo, limonavamo, lei me lo stava massaggiando, io le avevo infilato un dito nell’ano, mentre con l’altra mano le toccavo la patatina rasata. Quando tornò C. per poco mi prese un colpo: si era anche comprata uno strapon doppio: lo aveva indossato e spuntava un fallo lungo almeno 18 cm, con un calibro non indifferente.
<<con due donne, un uomo solo ha bisogno di una mano….>>
F. fu la prima vittima: io glielo misi nel culo, mentre C la penetrava nella figa.
<<e’ splendido! Continuate così!>> urlava lei, mentre tra me e C. era una specie di gara a chi l’avrebbe fatta venir prima. . Poi F si spostò, e stette a smorzacandela su C, metre io ricominciai ad incularla, in un turbinio di gambe inguainate dal nylon. F. non capiva più nulla, ma nemmeno io ero molto lucido. Stavamo dando fondo ai nostri istinti, a tutte le nostre fantasie. Poi, uscì dal culo di F, e iniziai ad incularmi C. Dopo un po’ stavo per venire. Uscìì e sborrai addosso alle ragazze. Tutti felici e sudati, rimanemmo un po’ immobili a riprenderci. Quando F. mi disse:
<<appena ti torna duro, scopami!>>
Dato che non sono una persona che cerca sempre di accontentare i desideri altrui, la presi, le sollevai le gambe con le sue calze nere, in alcuni punti sporche del mio seme, e mi feci fare un bel footjob per farmelo tornare duro come si deve. Appena avvenne ciò, iniziai a scoparla. Ad un certo punto sentìì C che mi stava leccando il buco del culo. Sospettavo cosa stava per fare, ma la lasciai fare, raddoppiando la furia della mia scopata con F. Poi, C. iniziò a penetrarm col suo strapon. Se all’inizio sentivo un po’ di dolore, appena me lo mise del tutto nel culo, cominciai a provare una senzazione splendida: mi sentivo pieno e caldo. C si muoveva bene, mi sa che non era la prima volta che adoperava uno strapon, la porcona! In poco tempo stavo per venire, così uscì da F, e mi feci spompinare, venendole in bocca. C. continuava a penetrarmi, facendomi godere come una vacca. Lei ansimava, e ci diceva che stava avendo un orgasmo dietro l’altro. La sodomia mi stimolava tantissimo, tanto che mi tornò duro, e chiesi a F se aveva voglia di prenderlo nuovamente in culo. Lei accettò, così facemmo in breve uno splendido trenino, finché sborrai nel culo di F.
Dopo toccò a C. essere penetrata da F mentre io la inculavo. Poi venni nuovamente sodomizzato da C mentre mi facevo un bel 69 con F.
Ci fermammo solo per cenare, indossando solo le nostre calze. F. era un po’ imbarazzata perché sentiva colarle fuori dall’ano il mio sperma, ma C iniziò a leccarle l’ano, aspirando tutta la mia sborra.
Dopo cena, ricominciammo a farlo, scambiandoci tutti quanti di ruolo. La domenica mattina le lasciai dormire. Così, mentre C. salì nella sua macchina e tornò a Milano, io accompagnai F. alla stazione ferroviaria dove doveva prendere il treno per Genova.
Quando tornai esausto e solo a casa, mi misi a riassetare tutto, trovai una lettera:
Caro mio,
grazie per le splendide giornate. Tu e C. mi avete fatto conoscere nuove frontiere del sesso. Grazie a voi ho scoperto quanto è bello il sesso anale e farlo con due persone. Mai come in questi giorni mi sono sentita deisderata e deisderabile, sexy, io che mi sono sempre considerata normale, se non bruttina. Non potete nemmeno immaginare il piacere e il bene che mi ha fatto questo week-end!
Siamo sempre stati amici, ammetto che un tempo avevo delle mire su di te, ma so che non funzionerebbe tra noi due. Siamo troppo diversi, e poi sono sicura che ami ancora P. Penso che non potremo più rivederci per questo genere di cose, anche se mi dispiace molto credimi. Ma non credo chela nostra amicizia reggerebbe. Anche C. è d’accordo con me, meglio lasciar passare un po’ di tempo, prima della prossima rimpatriata da te.
C. ti regala lo strapon, sperando che tu ne faccia buon uso.
Con affetto
F.
P.S. Hei! Quella logorroica di f. mi ha tolto tutto lo spazio! Volevo ringraziarti anch’io. Divertiti, e vedi di trombare il più possibile!
La tua amica C!Penso che conserverò per tutta la vita questa lettera, come ricordo di questo fine settimana straordinario.